🙂

Seguo con enorme interesse la discussione tra musicisti che ho indirettamente (?) scatenato sulla lista dei liutisti italiani (magari la mia definizione non è delle più fortunate, ma se Vi infastidisce sono disponibile a utilizzarne un’altra).
Tra una precisazione e l’altra c’è infatti molto da imparare, penso: in particolare sull’attitudine con cui ogni interprete si avvicina al problema eminentemente filosofico della storicità.
Interpretazione, ripetizione, riproduzione?
Sembra evidente che le collezioni museali di strumenti a corde pizzicate siano enormemente limitate: se davvero A Venezia nel XVI secolo non v’era casa (patrizia) in cui non vi fosse un liuto, le colleziono dovrebbero mostrarci una varietà ben diversa.
Pensiamo poi a quanto curiose e meno curiose trasformazioni la chitarra ha subito negli ultimi 40 anni: moltissime varianti sono state proposte, alcune da grandi interpreti (Narciso Yepes – chitarra a 10 corde, Göran Söllschner – 11 corde, etc). Possiamo immaginare che la scelta particolarissima proposta da Alessandro Piccinini sia stata una delle molte cui gli strumenti della famiglia dei liuti sono andati soggetti in oltre 250 anni di storia.
Inoltre il richiamo alle fonti documentarie (letteratura, letteratura musicale, iconografia) resta comunque pur sempre interpretativo: è evidente che le fonti a nostra disposizione non saranno mai tutte le fonti possibili: anche solo scorrendo un elenco delle opere per liuto a stampa del primo cinquecento riconosciamo che alcune mancano all’appello.
Nuovi strumenti emergono quasi di continuo e portano alcune certezze al limite.

Due osservazioni mi sembrano irrinunciabili in ogni caso:

  • non sappiamo davvero come le corde fossero costruite, anche se abbiamo un numero sempre maggiore di buone ipotesi;
  • anche se sicuramente il gusto è profondamente cambiato, ritengo si possa immaginare che alcune esigenze non siamo mutate nei secoli. Intonazione e udibilità non erano sicuramente meno presenti ai nostri amici del XVII secolo di quanto lo siano a noi oggi.

Ciò detto, spero che la discussione continui. Cerco di imparare.
Lo immagino come un seminario virtuale, quello che spesso è mancato a noi di lingua italiana.

Grazie.

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