Ho appena finito di rispondere a un messagio sulla lista del liuto in inglese: un giovane curioso pubblica una foto di un tipico, orrido liuto-chitarra di origine tedesca e domanda quanto comuni siano certi strumenti.
Un lettore tedesco risponde che nel suo paese sono comuni e correntemente utilizzati in molte fiere in cui si rievoca il Rinascimento.
La risposta sembra ovviamente orrida, m a Vi invito a riflettere un attimo.
Lo scorso anno entravo alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia con il mio liuto nella sua custodia Kingham e un gruppo di ragazzi mi domandava di che strumento si trattasse. “Liuto”, rispondo io.
Dopo dieci secondi ho sentito una voce nel gruppo sussurrare: “Deve essere uno strumento a fiato!”

La morale mi è sembrata ovvia: forse è meglio lasciar circolare delle imitazioni un po’ grottesche dei liuti, ma che molti sappiano ancora di cosa si tratta.
L’alternativa è passeggiare nella città in cui nel XVI secolo ogni casa possedeva un liuto, vederne raffigurati in ogni chiesa, ma rendersi conto che, nonostante i nostri purismi, nessuno più sa nemmeno cosa sia un liuto.

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